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MALATTIE EMATOLOGICHE

Sindrome mielodisplastica e trapianto di cellule ematopoietiche: anche per over 65

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Articolo pubblicato il 09 January 2019
Alcune provette contenenti sangue
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Il trapianto di cellule ematopoietiche non dovrebbe essere un fattore discriminante per escludere i pazienti con più di 65 anni da questa procedura per il trattamento della sindrome mielodisplastica. A dirlo è uno studio del Center for International Blood and Marrow Transplant Research (CIBMTR) che ha preso in esame 1.280 pazienti, 688 pazienti di età pari o superiore a 65 anni e 592 pazienti di età compresa tra 55 e 64 anni sottoposti a trapianto di midollo osseo allogenico, ovvero donato da un’altra persona, per il trattamento della sindrome mielodisplastica tra il 2010 e il 2014.

«Questo studio conferma che l'età da sola non dovrebbe essere un fattore determinante nella decisione di indirizzare i pazienti più anziani per la consultazione dei trapianti per determinare l'eleggibilità del paziente per il trapianto», ha detto Ehab Atallah, autore principale dello studio e professore associato del dipartimento di ematologia e oncologia presso il Medical College of Wisconsin.

Secondo i risultati della ricerca, presentata al meeting annuale dell’American Society of Hematology, la sopravvivenza a 100 giorni e a due anni da un trapianto di cellule ematopoietiche per pazienti di 65 anni e più è comparabile a quella dei pazienti che hanno un’età compresa tra i 55 e i 64 anni. In particolare, non sono state riscontrate differenze significative nella sopravvivenza globale a due anni (42% rispetto al 46%, p = 0,1) e mortalità a 100 giorni (p = 0,16).

«I risultati dello studio rappresentano uno passo avanti importante per i pazienti più anziani e per i loro medici che cercano l'accesso al trapianto come potenziale cura per la sindrome mielodisplastica», ha detto Michael Boo coautore dello studio e chief strategy officer presso il National Marrow Donor Program (NMDP). «Lo studio riconosce che il trapianto di cellule ematopoietiche è un trattamento importante ed efficace per i pazienti affetti da sindrome mielodisplastica indipendentemente dall'età».

Fonti e Bibliografia: