Stai per lasciare il sito web LMCome di proprietà di Janssen-Cilag S.p.A.

Le informazioni contenute nel sito web a cui stai per accedere potrebbero non essere conformi alla normativa vigente in materia di pubblicità sui medicinali.

Janssen-Cilag SpA non è responsabile dell 'attendibilità o correttezza dei contenuti del sito web a cui ti porterà il link né sarà più applicabile la Privacy Policy di questo sito.

Clicca sul link per continuare.

MALATTIE EMATOLOGICHE

FAQ

In questa sezione puoi trovare le risposte alle domande più frequenti.

Chi ha il Mieloma Multiplo deve evitare qualsiasi attività fisica?

No, non c’è motivo per evitare l’attività fisica. Anzi, è stato dimostrato che, nei pazienti affetti da patologie croniche, lo svolgimento di una regolare attività può aiutare migliorare sia l’aspetto fisico sia quello emotivo. Certo è importante chiedere al Medico specialista se si può o meno svolgere una regolare attività fisica e di che grado.

Chi ha il Mieloma Multiplo deve seguire una dieta particolare?

Non è necessario che i pazienti con mieloma seguano una dieta particolare, ma è consigliabile, come del resto per la popolazione sana, seguire un’alimentazione corretta ed equilibrata.

Durante l’eventuale terapia immuno-chemioterapica, che potrebbe debilitare il paziente, è consigliabile una particolare attenzione per garantire igiene e sicurezza anche in cucina e, in alcuni casi, evitare di consumare alimenti che potrebbero aumentare il rischio di infezioni (cibi poco cotti, frutta con buccia, insalata, o almeno assicurarsi che sia stata accuratamente lavata).

È sempre bene comunque chiarire con il Medico specialista quali sono le abitudini alimentari da dover seguire e se è necessario eliminare o meno alcuni tipi di alimenti.

Chi ha la Leucemia Linfatica Cronica deve evitare qualsiasi attività fisica?

No. Svolgere quotidianamente attività fisica (anche semplicemente camminare) può aiutare a sentirsi meglio, sia fisicamente che emotivamente. Ma, chiaramente, l'attività fisica deve essere correlata allo stato generale della persona (al tipo di terapia eseguita, ai suoi valori ematici). Per questo è importante chiedere al Medico specialista se si può o meno svolgere una regolare attività fisica e di che grado.

Chi ha la Leucemia Linfatica Cronica deve seguire una dieta particolare?

In generale no e, come per gli individui sani, è consigliabile seguire un'alimentazione corretta, con una dieta sana ed equilibrata.

Queste indicazioni divengono un po' più restrittive in caso di trattamento immuno-chemioterapico, i farmaci utilizzati possono infatti provocare uno stato di immunodepressione e rendere il malato più suscettibile alle infezioni. Nel periodo in cui si effettuano tali trattamenti è consigliata una particolare attenzione per garantire igiene e sicurezza anche in cucina e in alcuni casi può essere suggerito di eliminare alcuni alimenti dalla dieta per prevenire il rischio di infezioni (ad esempio viene consigliato il consumo di cibi ben cotti, di frutta che si riesce a sbucciare, mentre può essere consigliato eliminare l'insalata, se possibile, o almeno assicurarsi che sia stata accuratamente lavata).

È sempre bene comunque chiarire con il Medico specialista quali sono le abitudini alimentari da dover seguire e se è necessario eliminare o meno alcuni tipi di alimenti.

In alcuni casi, inoltre, occorre adattare, sempre dietro consiglio del Medico, la dieta a specifiche esigenze del paziente come ad esempio in caso di perdita di peso o effetti collaterali dovuti alle terapie.

Chi ha la macroglobulinemia di Waldenström deve evitare qualsiasi attività fisica?

No, fare attività fisica può aiutare sia emotivamente sia fisicamente. Anzi è indicata per contrastare la fatigue, quel senso di stanchezza e spossatezza che molti pazienti possono avvertire. Per essere attivi basta fare una camminata o un po’ di moto, ma è importante sempre chiedere consiglio al proprio medico.

I pazienti devono, però, evitare situazioni che li potrebbero esporre ad infezioni, come trovarsi in ambienti come le palestre, in cui vi sono molte persone.

Chi ha la macroglobulinemia di Waldenström deve seguire una dieta particolare?

Le uniche indicazioni che è indispensabile seguire per questi pazienti sono: bere molta acqua e altri liquidi non gassati, decaffeinati e non alcolici ogni giorno. Non ci sono, invece, diete speciali da seguire, anche se è consigliato prediligere una alimentazione sana ed equilibrata, ricca di frutta, verdura e cereali integrali e povera di cibi grassi e carne rossa.

Chi ha una leucemia mieloide acuta deve evitare qualsiasi tipo di attività fisica?

Assolutamente no: fare attività fisica quotidianamente può aiutare a sentirsi meglio sia fisicamente che emotivamente nonché a mitigare, la cosiddetta fatigue, ovvero quel senso di stanchezza e spossatezza che molti pazienti avvertono. Per essere attivi non si è obbligatorio andare in palestra, basta fare un po’ di moto quotidiano come passeggiare, andare in bici, ballare, praticare yoga o Tai-chi. Un’accortezza importante è quella di adeguare l'attività alle proprie capacità fisiche, confrontandosi con il proprio medico.

Chi ha una leucemia mieloide acuta deve seguire una dieta particolare?

L’alimentazione del paziente con questa patologia dovrebbe essere quanto più possibile varia ed equilibrata. La dieta quotidiana deve, infatti, contenere tutte le classi di alimenti: carboidrati, grassi, proteine, vitamine, minerali, fibre e acqua. Alimentarsi in maniera sana e diversificata aiuta a sentirsi meglio e più in forze, ad affrontare al meglio le terapie e ad ottimizzarne l’effetto, oltre a gestire gli effetti collaterali e, anche, a prevenire il rischio di infezioni.

Chi ha una sindrome mielodisplastica deve evitare qualsiasi attività fisica?

Non ci sono indicazioni specifiche per quanto riguarda l’esercizio fisico. Al contrario, è consigliabile restare più possibile attivi, passeggiare e fare esercizi compatibili con le proprie capacità, per preservare la forza muscolare e la resistenza.  Finché i livelli di energia lo consentono si può praticare un’attività fisica, discutendone con prima con il medico per capire di che tipo e intensità. Se si soffre di piastrinopenia, tuttavia, si dovrà fare attenzione a cadute o urti, poiché potrebbero causare emorragie.

Chi ha una sindrome mielodisplastica deve seguire una dieta particolare?

Non ci sono alimenti da favorire o da evitare e non è neanche provato che integratori alimentari apportino benefici significativi. Tuttavia è molto importante mangiare bene e mantenere un peso sano, cosa che può non risultare facile durante i trattamenti. È consigliabile comunque seguire un’alimentazione equilibrata per restare in forze e recuperare al più presto.

Come avviene la diagnosi di Leucemia Linfatica Cronica? Cosa porta il paziente al consulto medico?

Nella maggior parte dei casi, la diagnosi di Leucemia Linfatica Cronica viene posta in persone che stanno bene, in occasione di esami del sangue eseguiti per un controllo periodico o per altri problemi di salute. L’incremento del valore dei globuli bianchi è la causa più frequente per la quale chi ha una Leucemia Linfatica Cronica consulta il medico.

In altri casi il medico viene consultato perché viene percepito un aumento del volume dei linfonodi e della milza.

In casi rari, ed in particolare nelle persone con malattia avanzata, il motivo per cui viene consultato il medico è la presenza di un’anemia, con pallore e stanchezza, oppure, una maggiore tendenza a sviluppare emorragie, a causa della riduzione del numero di piastrine.

Come avviene la diagnosi di Mieloma Multiplo? Cosa porta il paziente al consulto medico?

Fino a un terzo dei pazienti è asintomatico al momento della diagnosi, tanto che il Mieloma Multiplo viene scoperto durante gli esami del sangue di routine.

Nei pazienti in cui l’esordio della malattia è, invece, sintomatico, i sintomi più frequenti possono essere specifici a livello osseo, neurologico o immunitario/infettivo o aspecifici, quali sanguinamento gengivale, confusione, cefalea, disturbi visivi passeggeri, febbre e perdita di peso

Come avviene una diagnosi di Leucemia Mieloide Acuta? Cosa porta il paziente al consulto con il medico?

Sono spesso i segni e i sintomi iniziali, per esempio stanchezza, perdita di appetito, pallore, febbri frequenti, dolori muscolari, sudorazione notturna, a portare a un primo consulto con il medico per valutare la situazione. Il medico richiede che siano effettuati degli esami del sangue, che consentono di analizzare la presenza, il numero e lo stato delle cellule sanguigne che, a loro volta, forniscono indicazioni fondamentali. La leucemia, infatti, provoca uno stato di anemia che viene indicato da un basso numero di piastrine e da una diminuzione dei globuli bianchi. Inoltre, l’aspetto delle cellule osservate al microscopio è utile per togliere gli ultimi dubbi e formulare una diagnosi più precisa.

Cosa si intende per "Watch and Wait"?

Con l'espressione "Watch and Wait", letteralmente "Guarda e Aspetta", si indica l'approccio utilizzato dai medici verso quei pazienti che non necessitano di un trattamento. Il comportamento del medico è infatti quello di aspettare, monitorando l'andamento della malattia nel tempo con controlli periodici.

Cosa significa CRAB?

Le caratteristiche distintive del Mieloma Multiplo sintomatico sono definite dall'acronimo CRAB: aumentato contenuto di Calcio, insufficienza Renale, Anemia e malattia ossea (Bone).

Cos’è l’IPSS?

L’International Prognostic Scoring System (IPSS) è lo strumento più comunemente utilizzato per la prognosi dei pazienti con MDS. Prende in considerazione cinque variabili, ovvero la percentuale di blasti nel midollo osseo, il numero e il tipo di alterazioni cromosomiche nelle cellule malate, I livelli di emoglobina, di piastrine e di neutrofili nel sangue del paziente; a ciascuna di queste variabili viene assegnato un punteggio parziale, la cui somma costituisce il punteggio totale. L’IPSS stratifica i casi di MDS in cinque categorie di rischio, da molto basso a molto alto.

È vero che chi ha il Mieloma Multiplo è più a rischio di infezioni?

I pazienti con Mieloma Multiplo attivo manifestano una maggiore probabilità di sviluppare infezioni rispetto alla popolazione sana di pari età.

Tale rischio è dovuto alla malattia stessa che compromette il sistema immunitario e ai farmaci assunti, che possono ulteriormente abbassare le difese immunitarie.

È importante, pertanto, seguire delle particolari e semplici precauzioni al fine di ridurre al minimo il rischio di sviluppo di infezioni.

É vero che chi ha la Leucemia Linfatica Cronica è più a rischio di infezioni?

Le persone affette da Leucemia Linfatica Cronica hanno un rischio maggiore di sviluppare infezioni rispetto alla popolazione di pari età non affetta. Tale rischio è in parte intrinseco alla patologia stessa che va a colpire proprio una delle linee cellulari che si occupa di proteggerci dai microrganismi. In secondo luogo, le terapie intraprese per curare la Leucemia Linfatica Cronica possono contribuire ad abbassare ulteriormente le difese immunitarie e ad aumentare ulteriormente questo rischio infettivo.

È molto importante, quando si parla di rischio infettivo, distinguere le diversi fasi di malattia. Nel caso di una malattia in fase stabile in cui non vi sia necessità di effettuare alcuna terapia, a meno di consigli diversi dati dal Medico, si dovrebbe condurre una vita assolutamente normale, sia nelle abitudini igieniche che nella vita sociale.

Il rischio di contrarre infezioni è invece realmente significativo nei pazienti che stanno effettuando dei trattamenti. Fra questi alcuni presentano un rischio maggiore, come ad esempio l’immuno-chemioterapia, poiché riducono notevolmente le difese immunitarie dell’organismo. Il problema del rischio infettivo in relazione alla terapia che si dovrà affrontare e la decisione sulle migliori norme comportamentali dovrebbero essere discusse con il Medico specialista di riferimento.

Esistono delle nuove terapie per il Mieloma Multiplo?

Sì, sono stati sviluppati nuovi farmaci con un meccanismo d’azione diverso dai chemioterapici sulla base di nuove informazioni circa la biologia delle cellule del mieloma. Sono farmaci antitumorali mirati, che agiscono in modo più selettivo rispetto alla chemioterapia tradizionale, in quanto bloccano l’azione di particolari proteine presenti solo sulla superficie o all’interno della cellula tumorale, impedendo la riproduzione delle cellule tumorali e lasciando inalterate le cellule sane.

Esistono delle nuove terapie per la Leucemia Linfatica Cronica?

Sì, sono stati sviluppati nuovi farmaci con un meccanismo d’azione diverso dai chemioterapici sulla base di nuove informazioni circa la biologia delle cellule leucemiche.

Si sa che le cellule della Leucemia Linfatica Cronica rispondono in maniera abnorme a degli stimoli che le portano a sopravvivere più a lungo e a proliferare di più. Questi farmaci hanno l’effetto di bloccare la propagazione di questi stimoli e quindi la sopravvivenza delle cellule della Leucemia Linfatica Cronica. Sono farmaci che vengono somministrati per via orale, con una tossicità solitamente modesta e che hanno dato dei risultati di grande interesse.

Il trapianto è una procedura praticabile per il Mieloma Multiplo?

Il trapianto è uno dei capisaldi della terapia del Mieloma Multiplo ma, essendo una procedura importante e impegnativa, non può essere proposto a tutte le età.

Il trapianto è una procedura praticabile per la Leucemia Linfatica Cronica?

Il trapianto è una procedura importante e impegnativa, che viene considerata nei casi di malattia più seria. È un approccio che consente ai pazienti di arrivare alla guarigione, ma non è praticabile in tutti i pazienti con Leucemia Linfatica Cronica e si applica solo a una minoranza di casi.

Il trapianto è una procedura praticabile per la Leucemia Mieloide Acuta?

In alcuni casi, soprattutto nei pazienti più giovani o in quei casi in cui non vi è una risposta alle terapie, una possibilità che può essere presa in considerazione è quella di un trapianto di cellule staminali emopoietiche per sostituire le cellule malate con quelle sane prelevate da un donatore compatibile. Spesso il donatore è un fratello o un familiare, ma, in loro assenza, anche uno sconosciuto.

Qual è l'andamento nel tempo del Mieloma Multiplo?

L’andamento nel tempo del Mieloma Multiplo può essere molto differente da persona a persona. Ci sono persone in cui la malattia è indolente ed evolve in tempi molto lunghi e altre in cui la malattia è aggressiva e progredisce in tempi più rapidi.

Qual è l'andamento nel tempo della Leucemia Linfatica Cronica?

L’andamento nel tempo della Leucemia Linfatica Cronica può essere molto differente da persona a persona.

Quello che accade più frequentemente è che, dopo un tempo variabile, da alcuni mesi o anche anni, la malattia diventa più evidente. Il numero dei globuli bianchi tende a crescere progressivamente, può esservi un incremento del volume dei linfonodi, della milza e, talvolta, anche una riduzione del numero dei globuli rossi e delle piastrine.

In certi casi, tuttavia, la Leucemia Linfatica Cronica si mantiene di piccola entità e relativamente stabile per tutta la vita senza mai richiedere una cura.

Al contrario in una minoranza di persone la malattia si presenta importante sin dalla diagnosi.

Questa diversità di comportamento dipende dalla presenza o meno di alcune caratteristiche biologiche nei linfociti della Leucemia Linfatica Cronica che influenzano fortemente la tendenza di queste cellule a proliferare, a sopravvivere e, quindi, ad aumentare di numero nel tempo.

Quali esami servono per confermare una diagnosi di Leucemia Linfatica Cronica?

La diagnosi di Leucemia Linfatica Cronica è basata sull’incremento di un tipo di globuli bianchi, denominati linfociti. Nella maggior parte dei casi questo incremento viene osservato in maniera assolutamente casuale, in occasione di esami del sangue eseguiti per un controllo periodico o per altre condizioni cliniche.

Da notare che non sempre un incremento di linfociti del sangue corrisponde a una leucemia; ci sono infatti tante cause che possono portare a un incremento di questi globuli bianchi, ad esempio un'infezione.

Per confermare la presenza di Leucemia Linfatica Cronica è indispensabile valutare le caratteristiche dei linfociti aumentati nel sangue. Vengono per questo eseguiti altri due esami su un campione di sangue. Questi due esami sono denominati analisi morfologica ed esame immunofenotipico.

Altre indagini (es. radiografia, ecografia, TAC o biopsia) possono essere utili per definire meglio la diagnosi o per comprendere quanto sia estesa la malattia.

Quali esami servono per confermare una diagnosi di Leucemia Mieloide Acuta?

Una volta accertata la presenza di una leucemia il medico prescriverà ulteriori esami, come il prelievo di midollo osseo che permette di identificare in maniera più precisa il tipo di leucemia. Inoltre è utile l’analisi di alcuni marcatori cosiddetti di membrana e intracellulare che permette di stabilire la derivazione delle cellule maligne e stabilire quindi se si tratta di una leucemia mieloide o di una linfoide. Infine, gli esami di diagnostica per immagini come radiografia, tomografia computerizzata, PET, ecografia e risonanza magnetica possono dare indicazioni sulla diffusione della malattia nel corpo.

Quali esami servono per confermare una diagnosi di macroglobulinemia di Waldenström?

Oltre all’emocromo sono necessari esami del sangue (elettroforesi delle proteine e immunofissazione) volti a provare la presenza della componente monoclonale. Per la diagnosi definitiva è necessario sottoporsi ad ago aspirato midollare e biopsia osteomidollare per confermare la presenza nel midollo osseo della popolazione linfocitaria tipica della malattia di Waldenstrom. Altri esami, come i dosaggi di β2-microglobulina, di emoglobina e la conta piastrinica possono aiutare a capire come potrebbe evolvere la malattia nel tempo.

Quali esami servono per confermare una diagnosi di Mieloma Multiplo?

I pazienti con sospetto di Mieloma Multiplo devono essere sottoposti ad aspirato, biopsia midollare e indagini radiologiche, esami necessari per confermare la diagnosi e valutare l’eventuale estensione di malattia.

Quali esami servono per confermare una diagnosi di sindrome mielodisplastica?

Oltre a un’iniziale conta ematica completa, la diagnosi di sindrome mielodisplastica viene confermata tramite un esame del midollo osseo. Altri tipi di test possono essere eseguiti sul midollo osseo o su campioni di sangue per distinguere tra diversi tipi di MDS: per esempio, citometria a flusso e immunocitochimica o test cromosomici.

Quali pazienti devono essere trattati?

Il Mieloma Multiplo si colloca all'estremità di uno spettro di patologie delle plasmacellule, molte delle quali sono ampiamente benigne e non necessitano di trattamento. La maggior parte dei pazienti affetti dalle gammopatie monoclonali (condizioni patologiche non definibili tumori) o da MM indolente o asintomatico (tumore che non presenta una crescita attiva e non comporta il coinvolgimento di ossa o altri organi) viene sottoposta a una strategia di ‘vigile attesa’ (Wach and Wait) con il monitoraggio regolare della malattia senza trattamento. Mentre , il trattamento è raccomandato solo nei pazienti affetti da mieloma attivo o nei pazienti che presentano fattori prognostici indicatori di malignità.

Quali sono i sintomi che caratterizzano la Leucemia Linfatica Cronica?

Molto raramente chi ha una Leucemia Linfatica Cronica presenta sintomi sistemici correlati alla malattia.

In alcuni casi le persone con Leucemia Linfatica Cronica possono presentare un aumento delle dimensioni dei linfonodi e della milza.

Nelle forme più avanzate di malattia e nelle persone che ricevono un trattamento possono presentarsi condizioni di anemia, di riduzione del numero delle piastrine (con conseguente maggiore tendenza a sviluppare emorragie) o di una maggiore facilità a sviluppare infezioni.

Quali sono le cause del Mieloma Multiplo?

Al momento gli unici fattori di rischio noti per il mieloma multiplo sono l’età avanzata, la razza nera, il sesso maschile, una storia familiare di neoplasie di tipo linfoide e la diagnosi di gammopatia monoclonale di significato indeterminato (MGUS). Inoltre, come per altri tumori, anche il Mieloma Multiplo è associato a un gruppo specifico di anomalie genetiche che non vengono osservate in altre neoplasie maligne.

Quali sono le cause della Leucemia Linfatica Cronica?

Le cause della Leucemia Linfatica Cronica non sono ad oggi del tutto conosciute. Negli ultimi anni molti ricercatori si sono dedicati allo studio di questa forma di leucemia per comprenderne le cause.

Numerosi studi hanno permesso di capire alcuni dei meccanismi biologici alterati che portano i linfociti della Leucemia Linfatica Cronica a proliferare e a vivere più a lungo. Oggi si sa che alcuni fattori, in particolare, alcune alterazioni genetiche, concorrono nel loro insieme a favorire che questi linfociti vivano più a lungo e proliferino senza che ve ne sia una “giusta” ragione.

Alcuni dati recenti suggeriscono che i linfociti della Leucemia Linfatica Cronica siano più recettivi ad alcuni stimoli che inducono la loro proliferazione e lunga sopravvivenza, favorendone l’accumulo nel sangue, nel midollo osseo, nei linfonodi e nella milza.

Quali sono le cause della leucemia mieloide acuta?

Le cause esatte della Leucemia Mieloide Acuta (AML) non sono ancora del tutto conosciute. Si ritiene che sia causata da una predisposizione genetica combinata all’esposizione a sostanze tossiche, quali farmaci chemioterapici somministrati per neoplasie pregresse, benzene e sostanze chimiche correlate, radiazioni ionizzanti. Quello che si osserva nella AML è l’accumulo midollo osseo, nel sangue periferico e in altri tessuti di precursori di cellule del sangue, ovvero che non sono riusciti a differenziarsi in cellule del sangue, che porta poi all’insorgenza di questa malattia.

Quali sono le cause della macroglobulinemia di Waldenström?

Non sono ancora conosciute le cause della macroglobulinemia di Waldenström, ma sono stati identificati alcuni fattori di rischio che aumentano la predisposizione a sviluppare questa malattia: gammopatia monoclonale di significato non determinato IgM (IgM-MGUS), familiarità con patologie tumorali correlate alle cellule B, esposizione a radiazioni o sostanze tossiche.

Quali sono le cause delle sindromi mielodisplastiche?

Con alcune eccezioni, le cause esatte di MDS sono sconosciute circa nell’80% dei pazienti. Recenti studi suggeriscono che alcune persone hanno una tendenza aumentata a sviluppare la patologia. Questa tendenza può essere pensata come un interruttore attivato da fattore esterni. Sono stati tuttavia individuati dei fattori di rischio tra cui età, genere, fumo, esposizione a fattori ambientali e alcune malattie ereditarie.

Quali tipi di trattamenti sono disponibili per i pazienti con sindrome mielodisplastica?

Le sindromi mielodisplastiche a basso rischio richiedono, se e quando necessario, il trattamento del sintomo; le sindromi mielodisplastiche ad alto rischio richiedono un trattamento specifico. In generale tra le possibilità di trattamento di MDS si includono: trattamenti non intensivi per rallentare la progressione della malattia e migliorare la conta ematica; chemioterapia intensiva; trapianto di cellule staminali. Spesso, purtroppo, le MDS non possono essere curate, ma di solito possono essere mantenute sotto controllo e in alcuni casi migliorate.

Quali tipi di trattamenti sono oggi disponibili per i pazienti con la macroglobulinemia di Waldenström?

Negli ultimi anni le opzioni terapeutiche a disposizione per il trattamento della MW si sono notevolmente ampliate. I trattamenti più comuni sono combinazioni di farmaci chemioterapici e anticorpi monoclonali. Il tipo di chemioterapia da associare all’anticorpo monoclonale viene scelto in base alle caratteristiche del paziente e alle caratteristiche di presentazione della malattia. Esistono oggi anche farmaci non chemioterapici che agiscono in modo specifico sui meccanismi molecolari alla base dell'insorgenza della malattia.

Quali tipi di trattamenti sono oggi disponibili per i pazienti con Leucemia Linfatica Cronica?

Oggi si hanno a disposizione diverse opzioni terapeutiche. In particolare si hanno a disposizione diversi farmaci chemioterapici e diversi anticorpi monoclonali che, combinati insieme, possono dare ottimi risultati.

Quali tipi di trattamenti sono oggi disponibili per i pazienti con Mieloma Multiplo?

Le opzioni terapeutiche oggi disponibili sono diverse. I farmaci chemioterapici e i farmaci immunoterapici, da soli o in combinazione, la cosiddetta chemio-immunoterapia, possono dare ottimi risultati.

Si può guarire dalla Leucemia Linfatica Cronica?

Con le terapie convenzionali, le chemio-immunoterapie, si può ottenere un’ottima riduzione della malattia, ma non la guarigione. Con questi trattamenti la maggior parte dei pazienti ottiene una risposta che può anche essere molto profonda e consentire a un paziente di vivere bene e a lungo senza la necessità di riprendere un trattamento.

Una volta diagnosticata la Leucemia Linfatica Cronica, bisogna iniziare subito e sempre un trattamento?

No, il trattamento subito dopo la diagnosi di Leucemia Linfatica Cronica è richiesto solo in una minoranza di pazienti che presentano già in quel momento una malattia piuttosto importante.

Nella maggior parte dei casi, invece, la malattia è piccola e tende a crescere anche a distanza di molto tempo dalla diagnosi, anche di anni, e quindi il trattamento viene introdotto solo quando la malattia diventa più considerevole o quando vi sono chiari segni che la malattia sta progredendo.

Una percentuale di pazienti inoltre mantiene una malattia piccola nel tempo che non richiederà mai un trattamento.

Una volta diagnosticata la macroglobulinemia di Waldenström bisogna iniziare subito e sempre un trattamento?

No, in caso di WM asintomatica i pazienti talvolta possono essere sottoposti a una strategia di ‘vigile attesa’ (Watch and Wait), in cui vengono seguiti periodicamente per monitorare i segni e i sintomi che possono far sospettare l’evoluzione verso una malattia attiva.

Una volta diagnosticato il Mieloma Multiplo, bisogna iniziare subito e sempre un trattamento?

Il trattamento non è sempre necessario in quanto la malattia può presentarsi in una forma che rimane abbastanza stabile nel tempo anche senza trattamento, o può presentarsi in una forma che cresce lentamente negli anni prima di aver bisogno di una cura o manifestarsi con segni e sintomi più pronunciati e necessitare di un trattamento immediato.

Una volta diagnosticato una sindrome mielodisplastica, bisogna iniziare subito e sempre un trattamento?

Non tutti hanno bisogno di un trattamento attivo, poiché alcune persone non hanno alcun sintomo. Se non si inizia il trattamento, si effettueranno controlli regolari, che vengono spesso definiti "Watch and Wait" o "monitoraggio attivo".