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MALATTIE EMATOLOGICHE

Prima di una diagnosi di tumore aumentano le infezioni

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Articolo pubblicato il 23 September 2020
prima di diagnosi aumentano infezioni
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Negli anni immediatamente precedenti la diagnosi, i pazienti oncologici sembrano essere colpiti da un maggior numero di infezioni. Non solo, alcune infezioni sembrano colpire in particolar modo pazienti che poi sviluppano specifici tipi di tumori. Questi dati, secondo uno studio pubblicato su Cancer Immunology Research, rivista dell’American Association for Cancer Research, potrebbero essere sfruttati per mettere a punto strategie di prevenzione e diagnosi precoce mirate per questo campione di popolazione.

 

«Il cancro può svilupparsi in un ambiente infiammatorio causato da infezioni, alterazione dell'immunità, esposizione a sostanze chimiche cancerogene o condizioni croniche o genetiche», ha affermato Shinako Inaida, autore dello studio e visiting researcher presso l’Università di Kyoto in Giappone.

 

Per capire meglio la relazione tra infezioni e tumori, Inaida ha esaminato i dati di oltre 50.000 giapponesi contenuti in un database nazionale di registrazioni mediche, relativi al periodo tra il gennaio 2005 e il dicembre 2012. Tra tutti questi individui, 2.354 (1.843 uomini e 511 donne, età media di 45,1 anni) erano pazienti a cui era stato diagnosticato un tumore maligno - inclusi tumori del tratto digerente, del testa-collo, dei polmoni, del fegato, della mammella, del sangue, delle ossa - tra luglio 2010 e giugno 2011. Gli altri individui, 37.779 uomini e 10.616 donne di età media 43,9 anni, sono stati inseriti nel gruppo di controllo.

 

Di ciascuno dei due gruppi (quello dei pazienti oncologici e quello di controllo) Inaida, con l’aiuto del collega Shigeo Matsuno, ha calcolato i tassi di prevalenza annuali per influenza, gastroenteriti, epatiti e polmoniti.

 

Secondo quanto riportato nello studio, il primo gruppo ha mostrato tassi di infezione più elevati nei sei anni precedenti la diagnosi di tumore rispetto a quelli nel gruppo di controllo nello stesso periodo di tempo. In particolare, nell’anno precedente la diagnosi, durante il quale questi tassi sono risultati superiori rispetto al gruppo di controllo del 18% per l'influenza, 46,1% per la gastroenterite, 232,1% per l'epatite e 135,9% per la polmonite.

 

Inoltre, i due ricercatori hanno riscontrato una sorta di predilezione da parte di queste infezioni verso alcuni tipi di tumore. Per esempio, la probabilità di contrarre l’influenza subito prima della diagnosi di tumore era maggiore per esempio per quanti hanno poi sviluppato un tumore alle cellule germinali maschili. Una relazione simile è stata osservata tra polmonite e tumore allo stomaco e tra epatite e tumori ematologici e della ossa.«È stato interessante notare che l'infezione che colpiva un organo specifico non era necessariamente correlata con un aumentato rischio di cancro nello stesso organo», ha sottolineato Inaida.

 

Secondo i ricercatori, nonostante alcune evidenti limitazioni - come la mancanza di informazioni su esposizioni ambientali, stili di vita o condizioni genetiche o mediche sottostanti - questo studio dimostra, durante uno stadio precanceroso, una maggiore suscettibilità alle infezioni, che potrebbe indicare una soppressione delle difese immunitarie indotta dal tumore stesso. Un fattore che potrebbe aiutare ad individuare chi sottoporre a screening e test diagnostici per poter identificare precocemente e tempestivamente il tumore in modo da aumentare le probabilità di successo dei trattamenti.

Fonti e Bibliografia:

American Association for Cancer Research. Increased Rate of Infections May Indicate a Future Cancer Diagnosis, comunicato stampa del 17 Aprile 2020.

Inaida S, Marsuno S. Previous Infection Positively Correlates to the Tumor Incidence Rate of Patients with Cancer, Cancer Immunology Reasearch, 2020; 8(5). doi: 10.1158/2326-6066.CIR-19-0510. [ABSTRACT]