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Integratori alimentari: usati assiduamente, ma senza benefici

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Articolo pubblicato il 09 June 2022
Integratori alimentari: usati assiduamente, ma senza benefici
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Mandati giù a manciate o accuratamente scelti e selezionati. Consigliati da amici che desiderano rendersi utili. Capita spesso che un paziente oncologico cominci ad assumere integratori alimentari convinto che contribuiscano a ridurre il rischio di recidive. Tuttavia, la scienza non ha mai avallato questa convinzione, ma suggerisce, come primaria forma di prevenzione, l’adozione di uno “stile di vita sano”.

Ricorrere a integratori sembra essere oggi un’abitudine ormai radicata, come dimostra uno studio realizzato dai ricercatori dello University College di Londra, pubblicato su Cancer.

I ricercatori hanno esaminato i dati forniti volontariamente, tramite un questionario, da oltre mille pazienti oncologici dell’età media di 64 anni, per la maggior parte donne (62,1%). In base alle risposte hanno potuto stabilire che circa il 40% dei pazienti assumeva regolarmente un integratore alimentare e che il 19% era convinto che questo contribuisse a ridurre il rischio di una recidiva.

«Non ci sono prove che gli integratori auto-prescritti riducano i rischi di recidiva del cancro, mentre invece potrebbero interferire con il trattamento», ha spiegato Rana Convey prima autrice dello studio. «Sapevamo che alcune persone erano convinte che gli integratori aiutassero a prevenire il cancro o a prevenirne la ricomparsa, ma non avevamo idea di quante fossero. Un paziente su cinque è (un numero, ndr) piuttosto considerevole [...]. Sarebbe interessante sapere come nasca questa idea».

In particolare i ricercatori hanno mostrato che le donne sono più propense ad assumere integratori, come pure coloro che rispettano la raccomandazione di assumere per lo meno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno.
Gli integratori consumati più frequentemente dai partecipanti erano omega-3 e olio di pesce (13%), calcio (9,1%, sia con aggiunta di vitamina D che senza), multivitaminici (8,2%), seguiti a ruota da vitamine del gruppo B, vitamina C e curcuma.

Gli studiosi vorrebbero ora proseguire con ricerche mirate a comprendere le motivazioni di una simile fiducia, valutando anche se l’assunzione di integratori viene discussa dai pazienti con il proprio medico e come si formano questo tipo di convinzioni.

«Idealmente, l'assunzione di integratori dovrebbe essere discussa su base individuale con il medico, tenendo conto di qualsiasi trattamento contro il cancro, di altre condizioni di salute, dei farmaci assunti dal paziente e anche della sua alimentazione», ha concluso Conway. «Per questa popolazione più in generale, sarebbe bene sottolineare che ci sono buone prove che una sana alimentazione e un'attività fisica siano benefiche; gli integratori sono considerati un'opzione più semplice, ma non abbiamo le prove che prevengano la ricomparsa del cancro».

 

EM-95831

Fonti e Bibliografia:

Conway RE, Rigler FV, Crocker HA, Lally PJ, Beeken RJ, Fisher A. Dietary supplement use by individuals living with and beyond breast, prostate, and colorectal cancer: A cross-sectional survey. Cancer, 2022. doi: 10.1002/cncr.34055.