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COVID-19 e rischio per i pazienti

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Articolo pubblicato il 10 August 2022
COVID-19 e rischio per i pazienti
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Sin dai primi mesi della pandemia da COVID-19 è stato mostrato come i pazienti oncologici fossero più a rischio di riportare forme severe della malattia o di morire a causa di questa. Ma non tutti i pazienti oncologici sono colpiti allo stesso modo. Alcune tipologie di neoplasia e soprattutto le fasi della malattia sembrano giocare un ruolo importante: a quanto pare, se la diagnosi risale a meno di un anno dall’infezione e il paziente è in trattamento nel momento in cui si ammala o lo è stato nei tre mesi precedenti il rischio di aver bisogno di un ricovero in terapia intensiva e di ventilazione assistita è più alto.

È la conclusione a cui è arrivato recentemente uno studio guidato dai ricercatori della McGovern Medical School presso la UTHealth Houston e condotto in collaborazione con altri istituti statunitensi. Nella ricerca, gli studiosi hanno preso in esame le cartelle elettroniche di oltre 700 ospedali e 7000 cliniche analizzando in totale i dati relativi a 271.639 persone a cui è stato diagnosticato COVID-19 tra il 1 Giugno e il 31 Dicembre 2020, di cui 18.460 erano anche pazienti oncologici. Di questi ultimi (più anziani rispetto agli altri, per lo più uomini e caucasici) poco più della metà, 10.426, avevano ricevuto la diagnosi da meno di 12 mesi.

Secondo le analisi dei ricercatori, tutti i pazienti oncologici avevano un rischio più alto di ospedalizzazione e di esiti negativi, ma alcuni, quelli con diagnosi recente e sottoposti a trattamento da meno di tre mesi al momento dell’infezione da Sars-Cov-2 avevano anche una maggiore probabilità di essere ricoverati in un reparto di terapia intensiva e di aver bisogno di ventilatori polmonare.

Inoltre, gli studiosi hanno anche individuato quali pazienti oncologici fossero più a rischio di prognosi negativa ovvero quelli con tumori metastatici, tumori ematologici, tumori epatici e tumori polmonari.

Tra gli altri fattori di rischio confermati dallo studio texano, pubblicato sulla rivista PLOS ONE, ci sono alcune comorbidità come diabete, malattie cardiovascolari, epatiche o renali. «Il nostro studio», conclude Zhang, «non solo conferma prognosi peggiori dell'infezione da COVID 19 nei pazienti oncologici, ma aiuta a individuare un sottogruppo più a rischio». Lo studio, inoltre, permette di capire meglio a quali pazienti prestare più attenzione e per quali pianificare azioni e risorse, anche in questa fase della pandemia.

 

 

 

EM-102864

Fonti e Bibliografia:

Youngran K, Liang Z, Huili Z, et al. Characterizing cancer and COVID-19 outcomes using electronic health records. PLOS ONE. 2022; 17(5): e0267584. doi: 10.1371/journal.pone.0267584.