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COVID-19: come gestire lo stress causato da pandemia e isolamento

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Articolo pubblicato il 11 June 2020
gestire stress da pandemia
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Abbiamo attraversato settimane di isolamento e paura, e siamo ancora in una situazione di incertezza generale. Questo lungo periodo di quarantena forzata ha inasprito la condizione di isolamento che, già in precedenza, si auto imponevano le persone con un tumore del sangue: questi pazienti, consapevoli di essere immunocompromessi e, di conseguenza, ancora più fragili, oltre che emotivamente prostrati, di norma tendono a non uscire troppo o farsi coinvolgere da eventi mondani e sociali. La pandemia di COVID-19 ha esacerbato questa condizione. E ha messo ulteriormente alla prova il benessere psicologico ed emotivo dei pazienti ematologici, che si sono sentiti ancora più a rischio.

 

Come reagire ora che le città cominciano a riaprirsi e le persone a riprendere - seppure con nuove precauzioni e accortezze - le abitudini sociali di prima? Come non farsi sopraffare dalla paura? Come gestire lo stress accumulato nelle settimane di lockdown ed evitare che comprometta la qualità della propria vita? Se farlo non è semplice per le persone sane, per le persone più fragili come anziani, pazienti con patologie croniche, pazienti oncologici ed ematologici, può essere ancora più complesso. Ecco dunque alcuni piccoli suggerimenti che possono valere sia per I pazienti che per i caregiver.

 

1. Per prima cosa è importante continuare a fare tutto quello che già si sta facendo per il proprio benessere emotivo, che si tratti di un passatempo rilassante o del supporto di un professionista specializzato in questo ambito.

2. Fare attenzione a come ci si sente e non sottovalutare alcuni segnali tra cui la sensazione di solitudine, di ansia, di paura o di rabbia; cambiamenti nell’appetito e nei livelli di energia; difficoltà a concentrarsi o a dormire; sintomi fisici come mal di testa, dolori, disturbi  gastrointestinali o rash cutanei, e comunicarli al proprio caregiver e al proprio medico.

3. Parlare con il proprio medico e con il proprio team di cura senza timore, sentirsi liberi di esprimere qualsiasi perplessità o dubbio.  Può essere di aiuto coinvolgere anche il proprio caregiver primario in queste conversazioni, così da raccogliere le stesse informazioni ed essere entrambi consapevoli di come agire: quali comportamenti occorre evitare e quali invece sono indicati, quali sono le precauzioni da adottare, quali sono le possibili strategie di intervento.

4. Chiedere al proprio caregiver di parlare con familiari e amici: il caregiver può alleggerire il paziente nel comunicare ad altri la diagnosi e le eventuali raccomandazioni dei medici, consigliare loro quali precauzioni adottare e se è possibile programmare visite di persona, in che modo si preferisce essere aiutati e così via.

5. Sarebbe opportuno non isolarsi ulteriormente: il distanziamento fisico non deve essere anche sociale e in molti casi esistono comunque altri modi di rimanere in contatto con le persone care e gli amici, e vanno sfruttati al meglio telefonate, biglietti, messaggi, ma anche - quando possibile - brevi visite con le adeguate precauzioni (magari un caffè in terrazza, se possibile o anche in casa, basta che siano rispettate le distanze e le altre indicazioni per la protezione personale) o passeggiate in compagnia.

6. Prendersi delle pause, anche dalla proprio testa: quando ci si accorge che ci si sta lasciando sopraffare da una serie di pensieri negativi, cercare di ricordarsi che siamo quello che pensiamo e che dirigere il nostro pensiero verso altri pensieri può aiutare. Così come distrarsi facendo qualcosa che si ama: leggere, cucinare, dedicarsi a un hobby, passeggiare…

7. Affidarsi ai fatti: se si hanno dubbi, se si percepisce una mancanza di informazioni e se questa mancanza crea ansia e incertezza, meglio informarsi scegliendo fonti sicure e provate, imparando a difendersi dalle fake news.

8. Imparare e applicare all’occorrenza alcune tecniche di respirazione e rilassamento.

9. Evitare di ricorrere ad alcol, tabacco e altre sostanze per rilassarsi, meglio piuttosto dedicarsi a un esercizio fisico adeguato, seguire una sana alimentazione, senza rinunciare tuttavia a qualche golosità occasionale per soddisfare il proprio desiderio di comfort e piacere.

10. Avere cura della propria qualità del sonno: dormire è importante e in questo momento lo è più che mai perché fisico e mente sono più debilitati e hanno bisogno di riposo. Quindi è bene monitorare il proprio sonno e mettere in pratica tutte le misure di igiene del sonno per assicurarsi sufficienti ore di riposo.

Fonti e Bibliografia:

Centers for the Disease Control and Prevention. Taking Care of Your Emotional Health  (Ultimo accesso 27 Maggio 2020).

Centers for the Disease Control and Prevention. Coping with Stress (Ultimo accesso 27 Maggio 2020).

Substance Abuse and Mental Health Services Administration. Coping With Stress During Infectious Disease Outbreaks, 2014.

Substance Abuse and Mental Health Services Administration. Tips For Social Distancing, Quarantine, And Isolation During An Infectious Disease Outbreak (Ultimo accesso 26 Maggio 2020).

World Health Organization. #HealthyAtHome - Mental health (Ultimo accesso 27 Maggio 2020).