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Come reagire a una diagnosi di tumore

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Articolo pubblicato il 18 March 2021
come reagire diagnosi tumore
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Quando arriva, una diagnosi di tumore cambia la vita. Niente è o sarà più come prima. E anche se colpisce centinaia di migliaia di persone in Italia ogni anno, per ognuna di queste è diverso. Ognuno reagisce in maniera personale, con una risposta soggettiva che dipende da diverse variabili. In primo luogo la prognosi e le prospettive di trattamento, ma anche fattori personali come l’età, la situazione familiare, relazionale, lavorativa, e poi le risorse emotive a disposizione in quel determinato momento.

 

Nonostante questa molteplicità di fattori e l’individualità della risposta, vi sono anche delle emozioni comuni a diversi pazienti, come la rabbia, l’ansia, la paura. In queste situazioni possono essere condivisi alcuni suggerimenti. Certo non tutti si adattano a ciascun paziente e nessuno deve essere seguito alla lettera o ad ogni costo; si tratta, appunto, di suggerimenti.

 

  • Informazioni. Poiché spesso la conferma arriva dopo numerosi esami e a qualche giorno di distanza dai primi sospetti, in questo lasso di tempo una persona ha modo di chiedersi quante informazioni vuole ricevere dal medico. Alcuni preferiscono avere il minimo necessario di informazioni, altri desiderano invece conoscere ogni dettaglio. Sapere dove ci si colloca in questo spettro è importante per cominciare a stabilire una relazione soddisfacente con il proprio medico e con il team di cura. Nel secondo caso, quando si vogliono più informazioni, si può fare molto per arrivare preparati al colloqui con il medico. In particolare può essere di aiuto scrivere ogni dubbio o domanda che si vuole affrontare con lo specialista e magari farsi accompagnare da qualcuno che può intervenire quando la situazione diventa particolarmente difficile e raccogliere tutte le informazioni desiderate al posto del paziente.
  • Cambiamenti. Una patologia oncologica può determinare alcuni cambiamenti nel corpo, alcuni esterni che possono riguardare unghie e capelli, altri meno evidenti che possono invece coinvolgere l’appetito o la sfera sessuale. Anche questa potrebbe essere una conversazione da affrontare con il proprio medico il prima possibile, in modo da non essere colti di sorpresa e da aver già consultato magari altri pazienti, gruppi di supporto o specialisti che possono aiutare a far fronte a questi cambiamenti e ridurne il più possibile l’impatto.
  • Organizzazione. È estremamente difficile prevedere come si reagirà alle terapie, ma l’oncologo o l’ematologo sapranno anticiparvi almeno in parte se ci sarà bisogno di assentarsi dal lavoro e per quanto tempo, quale grado di autonomia si potrà mantenere, quali attività o abitudini sarà meglio abbandonare per il momento. Sono informazioni che possono essere preziose per potersi organizzare in modo che nelle settimane e nei mesi successivi si possa ricevere il supporto necessario non solo da parenti e caregiver, ma anche da amici pronti ad aiutare sul fronte logistico, dal datore di lavoro e dai colleghi o da professionisti in casa, soprattutto se ci sono altre persone come bambini o genitori anziani la cui gestione ricade in qualche modo sul paziente o sul suo caregiver primario. Per alcuni pazienti, invece, da questo punto di vista, la strategia che aiuta di più è delegare l’organizzazione e non pianificare.
  • Supporto. Rivolgersi a uno specialista in psiconcologia può essere di grande aiuto per capire cosa si prova ed esprimerlo, per affrontare le proprie emozioni, per individuare insieme una strategia di coping adatta a ciascuno. Come detto, nessuno reagisce esattamente allo stesso modo e questo è un supporto che per forza di cose è personalizzato per ogni paziente. Anche i caregiver possono beneficiare di questa opportunità, insieme al paziente o per conto proprio.
  • Comunicazione. A chi parlare della propria malattia e cosa dire è una scelta personale del paziente. Molti esperti tuttavia consigliano di avere almeno qualcuno con cui parlare ed esprimersi liberamente. Qualcuno a cui far capire i propri bisogni, forse anche qualcuno che faccia da interlocutore con il resto della famiglia e con gli amici e conoscenti. Comunicare è l’unico modo perché gli altri sappiano come il paziente si sente e come possono essere di aiuto. Parlare e raccontare le proprie emozioni, inoltre le rende spesso più gestibili.
  • Stile di vita. Per quanto possibile, è ancora più importante sforzarsi di seguire uno stile di vita sano. Un’alimentazione equilibrata e varia è importante per reagire bene alla malattia e alle terapie, così come anche sforzarsi di restare attivi, compatibilmente con età, forze e con i consigli del medico. Anche prendersi cura della salute del proprio sonno può aiutare a gestire meglio la malattia, anche se può non essere semplice: ansia, stress, ma anche solo mancanza di esercizio fisico intenso possono interferire. Non si deve esitare a rivolgersi al proprio medico o ad uno specialista se non si riesce ad accumulare il giusto riposo. E poi va da sé che fumo e alcol andrebbero evitati.
  • Fare quello che fa stare bene. È il momento in cui ci si deve concentrare su quello che fa stare bene, da soli o con altri. Può essere un’attività strutturata come delle sedute di arteterapia, oppure qualcosa di estremamente personale. Dalla meditazione, alla scrittura, allo yoga: tutto quello che fa stare bene, aiuta. Attenzione solo a che sia compatibile con i trattamenti e che non interferisca con essi.
  • Non colpevolizzarsi. Non serve mai sentirsi in colpa, anche se capita spesso. Ci si sente in colpa per essere malati, per come si reagisce alle malattie, per non avere la forza fisica o emotiva di fare alcune cose, per essere tristi o angosciati, per non avere voglia di stare in compagnia...la lista è infinita. Il senso di colpa è un sentimento importante che riesce facilmente a prendere il sopravvento. Per questo è utile tornare al punto 4 e chiedere aiuto a uno specialista quando questo succede.

Fonti e Bibliografia:

Mayo Clinic. Cancer diagnosis: 11 tips for coping, 19 Settembre 2020.

Nipp RD, El-Jawahri A, Fishbein JN, et al. The relationship between coping strategies, quality of life, and mood in patients with incurable cancer. Cancer, 2016; 122(13): 2110-2116. doi: 10.1002/cncr.30025.

Cancer Council. Coping with a cancer diagnosis (Ultimo accesso 11 Gennaio 2021).

Cancer Council Victoria. Managing daily life: Emotions (Ultimo accesso 11 Gennaio 2021).

Schofield PE, Butow PN, Thompson JF, Tattersall MHN, Beeney LJ, Dunn SM. Psychological responses of patients receiving a diagnosis of cancer. Annals of Oncology, 2003;14: 48–56. doi: 10.1093/annonc/mdg010.