Stai per lasciare il sito web LMCome di proprietà di Janssen-Cilag S.p.A.

Le informazioni contenute nel sito web a cui stai per accedere potrebbero non essere conformi alla normativa vigente in materia di pubblicità sui medicinali.

Janssen-Cilag SpA non è responsabile dell 'attendibilità o correttezza dei contenuti del sito web a cui ti porterà il link né sarà più applicabile la Privacy Policy di questo sito.

Clicca sul link per continuare.

MALATTIE EMATOLOGICHE

leucemia mieloide acuta #AML

ARGOMENTI

FAQ

Chi ha una leucemia mieloide acuta deve evitare qualsiasi tipo di attività fisica?

Assolutamente no: fare attività fisica quotidianamente può aiutare a sentirsi meglio sia fisicamente che emotivamente nonché a mitigare, la cosiddetta fatigue, ovvero quel senso di stanchezza e spossatezza che molti pazienti avvertono. Per essere attivi non si è obbligatorio andare in palestra, basta fare un po’ di moto quotidiano come passeggiare, andare in bici, ballare, praticare yoga o Tai-chi. Un’accortezza importante è quella di adeguare l'attività alle proprie capacità fisiche, confrontandosi con il proprio medico.

Chi ha una leucemia mieloide acuta deve seguire una dieta particolare?

L’alimentazione del paziente con questa patologia dovrebbe essere quanto più possibile varia ed equilibrata. La dieta quotidiana deve, infatti, contenere tutte le classi di alimenti: carboidrati, grassi, proteine, vitamine, minerali, fibre e acqua. Alimentarsi in maniera sana e diversificata aiuta a sentirsi meglio e più in forze, ad affrontare al meglio le terapie e ad ottimizzarne l’effetto, oltre a gestire gli effetti collaterali e, anche, a prevenire il rischio di infezioni.

Come avviene una diagnosi di Leucemia Mieloide Acuta? Cosa porta il paziente al consulto con il medico?

Sono spesso i segni e i sintomi iniziali, per esempio stanchezza, perdita di appetito, pallore, febbri frequenti, dolori muscolari, sudorazione notturna, a portare a un primo consulto con il medico per valutare la situazione. Il medico richiede che siano effettuati degli esami del sangue, che consentono di analizzare la presenza, il numero e lo stato delle cellule sanguigne che, a loro volta, forniscono indicazioni fondamentali. La leucemia, infatti, provoca uno stato di anemia che viene indicato da un basso numero di piastrine e da una diminuzione dei globuli bianchi. Inoltre, l’aspetto delle cellule osservate al microscopio è utile per togliere gli ultimi dubbi e formulare una diagnosi più precisa.

Il trapianto è una procedura praticabile per la Leucemia Mieloide Acuta?

In alcuni casi, soprattutto nei pazienti più giovani o in quei casi in cui non vi è una risposta alle terapie, una possibilità che può essere presa in considerazione è quella di un trapianto di cellule staminali emopoietiche per sostituire le cellule malate con quelle sane prelevate da un donatore compatibile. Spesso il donatore è un fratello o un familiare, ma, in loro assenza, anche uno sconosciuto.

Quali esami servono per confermare una diagnosi di Leucemia Mieloide Acuta?

Una volta accertata la presenza di una leucemia il medico prescriverà ulteriori esami, come il prelievo di midollo osseo che permette di identificare in maniera più precisa il tipo di leucemia. Inoltre è utile l’analisi di alcuni marcatori cosiddetti di membrana e intracellulare che permette di stabilire la derivazione delle cellule maligne e stabilire quindi se si tratta di una leucemia mieloide o di una linfoide. Infine, gli esami di diagnostica per immagini come radiografia, tomografia computerizzata, PET, ecografia e risonanza magnetica possono dare indicazioni sulla diffusione della malattia nel corpo.

Quali sono le cause della leucemia mieloide acuta?

Le cause esatte della Leucemia Mieloide Acuta (AML) non sono ancora del tutto conosciute. Si ritiene che sia causata da una predisposizione genetica combinata all’esposizione a sostanze tossiche, quali farmaci chemioterapici somministrati per neoplasie pregresse, benzene e sostanze chimiche correlate, radiazioni ionizzanti. Quello che si osserva nella AML è l’accumulo midollo osseo, nel sangue periferico e in altri tessuti di precursori di cellule del sangue, ovvero che non sono riusciti a differenziarsi in cellule del sangue, che porta poi all’insorgenza di questa malattia.