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MALATTIE EMATOLOGICHE

L’importanza dei controlli cardiovascolari per i pazienti con tumori del sangue

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Articolo pubblicato il 29 November 2019
Un paziente si sottopone a controllo cardiovascolare
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I pazienti con un tumore del sangue non dovrebbero trascurare di sottoporsi a regolari controlli cardiovascolari. Secondo una ricerca danese pubblicata sul Journal of Thrombosis and Haemostasis, infatti, almeno un quinto dei pazienti con tumori di questo tipo rischia di andare incontro a complicazioni cardiovascolari come la formazione di trombi o emorragie.

 

«I progressi terapeutici hanno migliorato la sopravvivenza ai tumori ematologici. Allo stesso tempo, però, per i pazienti è aumentato il rischio di eventi tromboembolici e di emorragie», spiegano i ricercatori. Questo studio di coorte ha esaminato i dati raccolti tra il 2000 e il 2013 relativi a 32.000 pazienti con tumori del sangue.

 

Tra i tumori ematologici presi in considerazione dal team danese guidato da Kasper Adelborg dell’Aarhus University vi sono leucemie, tumori del midollo osseo e tumori dei linfonodi.

 

«Si tratta di un ampio gruppo di pazienti con esperienze di malattia profondamente diverse in base al tipo di tumore del sangue. Alcuni pazienti hanno un rischio particolare di trombosi, mentre altri hanno invece un alto rischio di emorragie, quali ad esempio le emorragie gastrointestinali», afferma Adelborg, prima di spiegare come le conoscenze acquisite con i risultati di questo studio possano essere usate per migliorare la prevenzione e personalizzare i trattamenti.

 

Nel caso di rischi elevati di coagulo, per alcuni pazienti possono essere di beneficio trattamenti con farmaci anticoagulanti. Tuttavia questi farmaci non sono raccomandabili per quanti hanno, invece, un alto rischio di emorragie, quali ad esempio i pazienti con una sindrome mielodisplastica.

 

Tra tutti i pazienti con tumore del sangue presi in considerazione dallo studio si è riscontrato un rischio assoluto di complicazioni entro 10 anni pari al 19%: 3,3% rischio di infarto del miocardio, 3,5% di ictus, 5,2% di trombosi e 8,5% di emorragie. Nei pazienti con leucemia mieloide, leucemia linfoide acuta e sindrome mielodisplastica il rischio di emorragia è più alto che quello di coaguli. Tutte queste percentuali di rischio, secondo quanto riportato nello studio, sono più elevate che nella popolazione generale.

 

«Circa 2 pazienti con un tumore del sangue su 10 vanno incontro ad infarto, ictus, tromboembolia o emorragia entro i 10 anni», concludono i ricercatori.

Fonti e Bibliografia:

Adelborg K, Corraini P, Darvalics B, et al. Risk of thromboembolic and bleeding outcomes following hematological cancers: A Danish population‐based cohort study, Journal of Thrombosis and Haemostasis 2019. doi: 10.1111/jth.14475 (ABSTRACT).

Adelborg K. One in five hematological cancer patients suffer blood clots or bleeding, Aarus University, comunicato stampa del 27 Giugno 2019.