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MALATTIE EMATOLOGICHE

Imparare presto e bene a sconfiggere l’insonnia cronica

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Articolo pubblicato il 23 December 2019
Un uomo anziano non riesce a dormire
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Una buona notizia per i pazienti oncologici ed ex-oncologici che si ritrovano, come conseguenza della loro malattia, a fare i conti con l’insonnia cronica: si può imparare facilmente e velocemente a sconfiggerla in modo radicale. Lo sostiene uno studio del Dana-Farber Cancer Institute dell’Università di Harvard da poco pubblicato sulla rivista Cancer.

 

L’insonnia cronica colpisce circa il 30% dei sopravvissuti a un tumore. La difficoltà a dormire che molti sopravvissuti sperimentano spesso origina durante il trattamento per la patologia stessa, a causa di una combinazione di fattori tra cui ansia, affaticamento o dolore. Mentre questi problemi possono diminuire o scomparire dopo il trattamento, l’insonnia può persistere e, appunto, cronicizzarsi.

 

Da una ventina di anni esistono terapie cognitivo-comportamentali efficaci nel ridurre questo problema, ma spesso è difficile e costoso per i pazienti avervi accesso. Si tratta di un percorso di terapia in cui il paziente discute con un esperto e impara a capire quali sono i comportamenti e i tipi di pensieri che causano l’insonnia e quali sono, invece, le abitudini che dovrebbero modificare e i pensieri che dovrebbero adottare.

 

Purtroppo si tratta di terapie ancora poco utilizzate e non sempre coperte da assicurazioni o dal sistema sanitario nazionale. Inoltre, di solito, il numero minimo di sessioni per un trattamento standard va da sei a otto.

 

I ricercatori del Dana-Farber hanno, invece, messo a punto un programma di educazione al sonno, secondo il quale basterebbe un’unica sessione per risolvere questo problema. Vi è poi una versione da tre sessioni per i casi più difficili.

 

Per verificare l’efficacia del loro programma, i ricercatori hanno sottoposto alla sessione di educazione al sonno 51 pazienti sopravvissuti a un tumore, con un’insonnia che poteva essere valutata da moderata a grave. Dopo aver partecipato al programma “one-time-sleep-education”, il 41% dei partecipanti si è liberato della sua insonnia. Gli studiosi, grazie a un questionario compilato dai pazienti prima dell’inizio del trattamento, hanno successivamente scoperto che questi pazienti “guariti” erano coloro che avevano avuto problemi di sonno per un periodo di tempo più breve, si sentivano meno gravati da questi problemi e provavano meno dolore. Erano, dunque, quelli che effettivamente avevano maggiori probabilità di beneficiare della singola sessione di educazione del sonno.

 

Ai pazienti che non avevano riportato grandi benefici con una sola lezione, è stato offerto prendere parte a un altro programma, costituito da tre lezioni a cui sottoporsi nell’arco di un mese. In questo mese i pazienti coinvolti hanno imparato un approccio cognitivo-comportamentale all’insonnia che gli stessi ricercatori avevano già dimostrato efficace con uno studio pilota pubblicato nel 2016 sulla rivista Psycho-Oncology. Il 71% di questi pazienti ha anch’esso risolto con successo il suo problema di insonnia dopo aver completato questa seconda parte di programma.

 

Il primo passo del trial, la lezione unica - è stata progettata in modo tale da poter essere implementata anche da piccoli centri con limitate risorse e personale. «Il contenuto è semplice, le competenze necessarie per insegnarlo sono fondamentali», ha dichiarato Eric S. Zhou, uno degli autori dello studio, che ha sviluppato la lezione in collaborazione Christopher Recklitis e Alexis Michaud. «Potrebbe essere guidato da qualcuno con un interesse per la salute mentale e il sonno, senza un intenso addestramento alla medicina del sonno comportamentale. In poche ore, potrebbero acquisire abbastanza conoscenze sul sonno e sulle abitudini del sonno da poter offrire questo tipo di programma».

 

Si tratta infatti per lo più di materiale non è particolarmente avanzato o complicato che è facilmente reperibile presso ospedali, cliniche o centri di cura dei tumori. A cosa serve allora un programma? I ricercatori hanno scoperto che, in assenza di istruzioni su come implementare questi nuovi comportamenti riguardo il sonno, un foglio stampato spesso è inadeguato. «Ci sono poche indicazioni su come trasformare il testo in realtà», ha osservato Zhou. «Il divario tra ciò che è già disponibile per i pazienti con dispense e ciò che abbiamo offerto è piccolo, ma la guida aggiuntiva che abbiamo fornito ha portato a notevoli guadagni nel sonno dei partecipanti».

 

La seconda fase, invece, deve essere guidata da un medico competente nel campo delle terapie comportamentali contro l'insonnia e, quindi, potrebbe non essere possibile per tutti i centri oncologici offrirla. Tuttavia, nel piano di Zhou, questa seconda fase è in gruppo, non una consulenza a tu per tu paziente-medico, e questo potrebbe rendere più semplice ed economico prevedere questo tipo di lezioni.

Fonti e Bibliografia:

Zhou ES, Michaud AL, Recklitis CJ. Developing efficient and effective behavioral treatment for insomnia in cancer survivors: Results of a stepped care trial, Cancer 2019. doi: 10.1002/cncr.32509 (ABSTRACT).

Zhou ES, Partridge AH, Recklitis CJ. A pilot trial of brief group cognitive‐behavioral treatment for insomnia in an adult cancer survivorship program. Psycho-Oncology 2016. Doi: 10.1002/pon.4096 (ABSTRACT).

Zhou ES, Recklitis CJ. Chronic insomnia can be cured in cancer survivors with a basic, one-session sleep education class, study findsDana-Farber Cancer Institute, 24 Settembre 2019.