Stai per lasciare il sito web LMCome di proprietà di Janssen-Cilag S.p.A.

Le informazioni contenute nel sito web a cui stai per accedere potrebbero non essere conformi alla normativa vigente in materia di pubblicità sui medicinali.

Janssen-Cilag SpA non è responsabile dell 'attendibilità o correttezza dei contenuti del sito web a cui ti porterà il link né sarà più applicabile la Privacy Policy di questo sito.

Clicca sul link per continuare.

MALATTIE EMATOLOGICHE

Per il caregiver: consigli per prendersi cura di sé

Contenuti a cura del
Articolo pubblicato il 02 December 2019
Un caregiver deve continuare a prendersi cura di sé stesso
»

Accompagnare il paziente alle visite e alle sedute di terapia; essere il referente primario dell’oncologo, dell’ematologo e di tutto il team di cura; occuparsi della casa e dei bisogni primari del paziente; essere di compagnia di giorno e spesso anche di notte; gestire questioni legali o logistiche. Quando si comincia a prendersi cura di un paziente con un tumore, è facile sentire un improvviso e pesante peso sulle spalle.

 

Da un giorno all’altro la vita cambia completamente e ci si ritrova a dedicare gran parte del proprio tempo a prendersi cura, fisicamente ma anche psicologicamente, di un’altra persona. Subentrano questioni logistiche, legali, organizzative e non solo, che assorbono il proprio tempo libero e interferiscono nella vita quotidiana.

 

Spesso chi si trova nel ruolo di caregiver di un paziente oncologico non è preparato a diventarlo, non ha le informazioni, gli strumenti e le risorse necessari per affrontare al meglio questo enorme cambiamento nella sua vita. Secondo una ricerca pubblicata su BMC Geriatrics, molte persone che vengono a trovarsi in questa posizione lamentano una mancanza di riconoscimento del loro ruolo (sia sociale sia finanziario), una carenza di risorse personali e l’impossibilità di prendersi una pausa anche in presenza di servizi di supporto.

 

Spesso poi, chi si prende cura di un paziente con un cancro tende a trascurare i propri bisogni, la propria salute, il proprio benessere. A tutto questo si aggiunge il peso emotivo di vedere una persona amata malata e sofferente. Di conseguenza, la salute mentale e anche fisica del caregiver diminuisce drasticamente.

 

Ad essere particolarmente colpito è il benessere mentale di queste persone. Un recente studio pubblicato sul Journal of American Geriatrics ha confermato come i problemi di salute dei pazienti oncologici anziani abbiano un impatto negativo sulla salute mentale delle persone che si prendono cura di loro. Inoltre, secondo i dati riportati da Hai-mei Geng e i suoi colleghi su Medicine nel 2018, il 59% dei caregiver riporta stress, il 47% ansia e il 42% depressione. Tutto ciò ha un grave impatto sulla qualità della loro vita.

Per questo motivo è importante che chi si prende cura di un paziente con un tumore sappia anche come prendersi cura di sé e non trascuri il proprio benessere. Ecco, dunque, qualche consiglio che arriva dalla Family Caregiver Alliance e dall’organizzazione Cancer Care.

 

Prima di tutto abbiate cura della vostra salute fisica:

 

  • Cercate il più possibile di rimanere attivi, anche solo con passeggiate, facendo le scale, spostandovi a piedi o in bicicletta quando possibile, magari facendo esercizi, stretching e yoga a casa. Questo contribuirà al vostro benessere mentale. In alcuni casi si può coinvolgere anche il paziente, non sarà tempo solo per voi, ma a beneficiarne sarete entrambi, e diventerà un modo nuovo per prendersi cura reciprocamente uno dell’altro.
  • Fate attenzione a quello che mangiate: non ricorrete per semplicità e/o mancanza di tempo a snack e panini, e soprattutto non saltate i pasti. Cercate di mantenere un’alimentazione bilanciata, come quella che provate a far seguire alla persona di cui vi prendete cura. Per quando non abbiate molto tempo o magari siate costretti a trascorrere intere giornate in ospedale o fuori casa, fate in modo di avere a portata di mano frutta fresca o secca e yogurt. Non trascurate le verdure e fate in modo di mantenere alti i livelli di energia. E non dimenticate di bere: portate sempre una borraccia con voi.
  • Certo è molto difficile, sia per mancanza di tempo sia a causa delle preoccupazioni e del carico emotivo che comporta l’avere qualcuno che si ama che sta soffrendo, ma cercate di riposare: sia durante la notte, sia compensando con un sonnellino quando possibile.

 

Non trascurate il vostro benessere emotivo:

 

  • Prendetevi regolarmente delle pause, rilassandovi in questi momenti con passeggiate, meditazione, stretching, chiacchierate con amici su temi diversi dalla malattia, o ascoltando la musica che amate.
  • Siate consapevoli dei vostri limiti: le vostre energie e risorse sono finite, come le ore della giornata. Sappiate dire di no: se non potete farlo con la persona di cui vi prendete cura, ponete dei limiti agli altri, per esempio sul lavoro se vi viene richiesto di occuparvi di attività che esulano dai vostri compiti o superano l’orario lavorativo.
  • Trovate qualcuno con cui parlare, perché anche voi avete bisogno di supporto: non tenetevi tutto dentro, trovate qualcuno che sappia ascoltarvi ed accogliervi. E non isolatevi socialmente, mantenete i contatti con i vostri amici e gli altri familiari, costruite ora più che mai una rete sociale intorno a voi e alla persona di cui vi state prendendo cura. Farà molto bene ad entrambi.
  • Può essere utile scrivere quello che si prova, quello che si deve fare, quello che si può fare. Aiuta a organizzare i pensieri e le emozioni, e persino ad individuare compiti che possono essere delegati ad altri e soluzioni che prima non si riuscivano a vedere.
  • Semplificate e fatevi dare una mano: spesso non è possibile, ma cercate di delegare o eliminare compiti e responsabilità lavorative o familiari non necessarie. Organizzate il lavoro tra i vari membri della vostra famiglia: non potete fare tutto voi, dal prestare le cure alla spesa, dall’accompagnare alle visite ad occuparvi della casa.
  • Cercate di essere ottimisti: aiuterà sia voi sia il paziente.
  • Se ne sentite il bisogno, se vi sentite sopraffatti o depressi, se provate rabbia o sensi di colpa ingiustificati non aspettate, ma rivolgetevi subito a un professionista.
  • Non siate troppo severi con voi stessi. Ci saranno volte in cui vi pentirete di parole o comportamenti, o in cui penserete che alcune cose potevano essere fatte meglio. O magari vi sembrerà che quello che fate non sia apprezzato o utile. Ricordatevi, invece, che il vostro ruolo è fondamentale.

Fonti e Bibliografia:

Kent EE, Rowland JH, Northouse L, et al. Caring for caregivers and patients: Research and clinical priorities for informal cancer caregiving, Cancer, 2016; 122(13): 1987-1995. doi: 10.1002/cncr.29939.

Kuluski K, Peckham A, Gill A, et al. “You’ve got to look after yourself, to be able to look after them” a qualitative study of the unmet needs of caregivers of community based primary health care patients. BMC Geriatrics, 2018; 18(275): 1-11. doi: 10.1186/s12877-018-0962-5.

Geng H, Chuang D, Yang F, et al. Prevalence and determinants of depression in caregivers of cancer patients: A systematic review and meta-analysis. Medicine, 2018; 97(39): e11863. doi: 10.1097/MD.0000000000011863. PMID: 30278483.

Kehoe LA, Xu H, Duberstein P, et al. Quality of Life of Caregivers of Older Patients with Advanced Cancer, Journal of the American Geriatric Society 2019; 67(5): 969-977. doi: 10.1111/jgs.15862.

Cancer Care. Caregiving for Your Loved One With Cancer (Ultimo accesso 25 Novembre 2019).

Cancer Care. Caring Advice for Caregivers: How Can You Help Yourself? (Ultimo accesso 09 Novembre 2019).

Family Caregivers Alliance. Taking Care of YOU: Self-Care for Family Caregivers (Ultimo accesso 11 Novembre 2019).