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MALATTIE EMATOLOGICHE

Gestire gli effetti collaterali: nausea e vomito

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Articolo pubblicato il 09 February 2017
Un uomo colpito da nausea
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I trattamenti per il Linfoma Mantellare, in particolare la chemioterapia, possono provocare alcuni effetti collaterali, tra cui i più comuni sono la nausea, i conati di vomito ed il vomito.

Questi effetti collaterali sono causati dal tipo di farmaci chemioterapici utilizzati e dalle sostanze chimiche che l’organismo rilascia durante il trattamento.

Alcuni pazienti, inoltre, riferiscono episodi di nausea e vomito dopo trattamenti di radioterapia o dopo il ricorso a terapie biologiche.

Nausea e vomito possono essere classificati in base alla loro frequenza ed intensità in tre livelli:

  • acuto, generalmente di breve durata, compaiono entro 24 ore dalla somministrazione del trattamento;
  • preventivo, ovvero che compare in anticipo rispetto alla seduta di chemioterapia ed è spesso legato a fattori psicologici (l’ansia per il trattamento imminente);
  • ritardato o cronico, cioè che si verifica a distanza di tempo dal trattamento, a più di un giorno di distanza dalla seduta e possono durare per almeno 6-7 giorni.

Una revisione della letteratura scientifica precedente svolta da ricercatori della Mount Sinai School of Medicine di New York ha esaminato l’efficacia della psicologia comportamentale sulla riduzione degli effetti collaterali dei trattamenti antitumorali: un primo aiuto per mitigare gli effetti della nausea e del vomito sull’organismo è quello di ricorrere ad alcune tecniche psicologiche, per esempio la distrazione: dedicare la propria attenzione a qualcosa di diverso e concentrarsi su altro rispetto alla propria malattia e alla visita medica, può aiutare il paziente a dimenticare la sua condizione e a ridurre l’incidenza degli effetti collaterali.

Un altro valido aiuto arriva dalla terapia comportamentale di desensibilizzazione sistematica, ovvero nella progressiva esposizione a situazioni che creano ansia o incutono paura, con lo scopo di abituarsi ad esse gradualmente, fino a minimizzarne gli effetti.

Un esempio potrebbe essere quello di iniziare ad immaginare un oggetto che incute timore, ad esempio un ago, per poi arrivare a ricostruire nella propria mente l’immagine più completa (il medico, l’infermiere, il letto d’ospedale, i suoni e gli odori etc.).

Questa tecnica si basa sulla ripetizione di situazioni considerate minacciose per il paziente, per imparare a rilassarsi e ridurre lo stress, fino ad arrivare a ridurre i sintomi del malessere.

Allo stesso modo risultano molto efficaci anche le tecniche di rilassamento, che aiutano a ridurre l’ansia e a conquistare una sensazione generale di benessere. Le tecniche di rilassamento coinvolgono la respirazione, l’immaginazione e la muscolatura, e possono essere eseguite da soli o in gruppo: a volte è sufficiente ascoltare della musica o fare una passeggiata all’aria aperta per ottenere dei risultati positivi sul breve periodo.

Un ulteriore strumento fornito dalla psicologia comportamentale che aiuta i pazienti con linfoma a gestire gli effetti collaterali delle terapie è il cosiddetto reframing cognitivo: con l’aiuto di uno psicoterapeuta il malato impara ad affrontare le situazioni che generano in lui ansia, sviluppando una serie di pensieri positivi di rinforzo.

In altri casi, il semplice fatto di parlare delle proprie paure con qualcuno si è dimostrato utile e ha contribuito a ridurre

La nausea e il vomito possono essere peggiorati da alcuni odori, sapori, cibi o bevande.

È consigliabile evitare di cucinare o utilizzare strumenti come il microonde per ridurre gli odori dei cibi. Bisognerebbe, inoltre, evitare i cibi molto saporiti e consumare alimenti a temperatura ambiente, perché meno profumati rispetto ai cibi riscaldati.

Un ingrediente che viene consigliato in caso di nausea è lo zenzero, che si trova in diversi alimenti (tè allo zenzero, caramelle allo zenzero, zenzero candito, biscotti allo zenzero, radici di zenzero etc.).

I cibi molto saporiti o fritti peggiorano la nausea e possono indurre il vomito, per cui andrebbero preferiti carboidrati semplici come cracker, biscotti secchi, riso, pasta, patate, toast e simili.

I pasti dovrebbero essere leggeri e inframmezzati da frequenti spuntini per rompere la fame.

È fondamentale mantenere il corpo bene idratato, e ciò è ancora più importante durante i cicli di trattamento, per cui bisogna sempre portare con sé una bottiglia d’acqua, preferire bevande fresche, se necessario digestive (per esempio acqua e limone) e bere a piccoli sorsi.

Spesso le cause che scatenano la nausea o il vomito sono soggettive, motivo per cui è utile individuarle, in modo da evitarle.

In ogni caso, è importante che il paziente con linfoma informi il proprio medico di qualsiasi effetto collaterale anche sporadico o inusuale: la nausea ed il vomito possono essere ridotti, ma in alcuni casi potrebbero essere sintomi di altre patologie. Nessun effetto collaterale va trascurato, anche nell’ottica di preservare la qualità di vita del paziente.

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