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MALATTIE EMATOLOGICHE

Dolore: come valutarlo e gestirlo nei pazienti con Mieloma Multiplo

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Articolo pubblicato il 05 November 2019
Dolore: come valutarlo e gestirlo nei pazienti con Mieloma Multiplo
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Il dolore osseo, purtroppo, è un compagno di viaggio che spesso accompagna i pazienti colpiti da Mieloma Multiplo, per lo meno nell’80% dei casi. Il dolore può avere un impatto fisico e psicologico in grado di diminuire la qualità della vita di un paziente e quella di quanti lo circondano. Tuttavia, il dolore non deve mai essere considerato una componente “normale” della vita del paziente, ed esistono modi per affrontarlo e controllarlo, se non addirittura eliminarlo.

Il dolore osseo è causato dall’infiltrazione del midollo osseo: le cellule del mieloma crescono nel midollo osseo, causando un malfunzionamento del normale processo di rinnovamento delle cellule ossee, quindi le cellule “vecchie” vengono distrutte ad un ritmo più rapido di quanto esse non siano rinnovate, e questo può portare ad una serie di condizioni molto dolorose.

Fratture, per esempio. Oppure osteopenia e lesioni litiche che possono provocare sia un fastidioso dolore generalizzato sia a uno più localizzato.

Le parti in cui più comunemente si percepisce il dolore sono: fianchi, pelvi, cranio, pancia, torace, braccia, gambe e mascella.

Un’altra possibile fonte di sofferenza fisica per un paziente immunocompromesso come un paziente con un mieloma multiplo sono le infezioni, una complicazione comune per questa patologia. Un’infezione può colpire qualsiasi parte del corpo, e il dolore ad essa associato cambia in base alla localizzazione e alla causa dell’infezione. Le infezioni più ricorrenti sono

polmonite, infezione del tratto urinario o di quello gastrointestinale, infezioni della pelle o della mucosa della bocca.

Infine, anche alcune terapie possono provocare dolore, causando una neuropatia periferica che provoca formicolio, intorpidimento e, talvolta, un forte bruciore o dolore acuto in varie parti del corpo.

A seconda del tipo e dell’intensità del dolore percepito il medico può prevedere una terapia del dolore personalizzata per il paziente. Poiché spesso gli antidolorifici più comuni possono non essere sufficienti o controindicati, è bene che il paziente si rivolga sempre al medico per decidere come gestire il dolore. Per fare in modo che il medico prescriva la terapia più indicata, è importante che il paziente descriva al meglio le proprie sensazioni e i propri sintomi.

Generalmente il dolore può essere descritto come acuto, cronico o penetrante. Un dolore acuto è un dolore che cresce rapidamente ed è di breve durata. Un dolore cronico è un dolore che non passa o torna frequentemente e può durare per mesi o persino anni. Penetrante è, invece, un dolore improvviso che prevale sul dolore cronico persistente.

Un’altra informazione che è utile fornire al medico è la provenienza del sintomo: se è un dolore muscolo-scheletrico, che origina da articolazioni, muscoli e ossa; se è un dolore viscerale che ha origine negli organi interni ma è spesso difficile da localizzare e viene associato a una sensazione di pressione; oppure un dolore neuropatico, che origina da una pressione o lesione ai nervi e viene talvolta descritto come un forte bruciore.

Infine, bisogna indicare al medico l’intensità che si prova, questa è estremamente soggettiva ed esistono scale per misurarla che vanno da un dolore quasi impercettibile a quello insopportabile.

Non è sempre facile registrare tutte queste informazioni e ricordarle tutte quando si è a colloquio con il medico. Un buon consiglio è quello di tenere un diario del dolore, solo per pochi giorni, dove annotare cosa scatena il dolore, quando si prova dolore (questo, per esempio, potrebbe portare all'individuazione di pattern, se si prova dolore solo alla sera, o solo al mattino presto, o dopo un’attività particolare etc.) e se vi sono altri sintomi associati: per esempio, nausea, mal di testa, vertigini, mancanza di respiro, debolezza, sonnolenza, aumento della sudorazione, stitichezza, diarrea.

Gli effetti psicologici del dolore non vanno mai sottovalutati. Oltre a quello fisico, il dolore ha un forte impatto psicologico e influisce sul benessere emotivo e sulla possibilità di avere una vita quotidiana e relazionale di qualità. In particolare può provocare frustrazione, ansia, rabbia, paura, scarsa concentrazione e privazione del sonno. Queste possono a loro volta influire sul livello di dolore, innescando un circolo vizioso che porta a un aumento della sofferenza e dell’ansia.

Bisogna, dunque, prestare attenzione al proprio sonno (si dorme abbastanza? Si ha un sonno di disturbato? Ci si sveglia stanchi?), alle relazioni con gli altri (si ha desiderio di vedere gli altri?), alla vita quotidiana (si riescono a portare a termine le attività quotidiane, come, lavarsi, vestirsi, cucinare e così via?). Se ci si accorge che il dolore sta avendo un impatto emotivo forte, è importante chiedere aiuto al medico per farsi indicare eventualmente un supporto aggiuntivo, anche solo temporaneo.

Sulla base di tutte queste informazioni il medico e l’ematologo potranno individuare una terapia adatta. In alcuni casi può poi essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico per riparare una frattura o una lesione.

La terapia farmacologica può essere accompagnata anche da altre modalità di trattamento, non farmacologiche che vanno però sempre discusse e concordate con il proprio medico:

Fisioterapia e/o ginnastica posturale: consultare un fisioterapista e avere una routine di esercizi mirati può aiutare sia per aumentare la forza generale sia per migliorare la capacità di movimento di un’area o di un’articolazione dopo un danno osseo o un intervento chirurgico. Inoltre, anche una postura sbagliata da in piedi, seduti o stesi può aggravare il dolore e, quindi, può essere utile portare avanti qualche seduta di ginnastica posturale per correggere abitudini errate e acquisire una postura che non aggravi la sensazione di dolore.

TENS: le macchine TENS (Transcutaneous electrical nerve stimulator) erogano piccoli impulsi elettrici al corpo tramite elettrodi posizionati sulla pelle. Questi impulsi dovrebbero stimolare i nervi affiché provochino il rilascio di endorfine nel cervello. Sono macchine che molti fisioterapisti hanno già in dotazione.

Tecniche di rilassamento: meditazione, visualizzazione, rilassamento o una combinazione di questi possono essere utili per alleviare il dolore.

Massaggi: il massaggio delicato può essere utilizzato per alleviare il dolore e la tensione muscolare e può essere sia terapeutico che rilassante. Ricordati di avvisare il massaggiatore dei rischi ossei che il mieloma comporta, infatti un massaggio troppo energico potrebbe danneggiare le ossa.

Agopuntura: è una tecnica della medicina tradizionale cinese e può aiutare a ridurre la sensazione di dolore. Tuttavia è necessario tenere presente che si ha un aumentato rischio di infezione a causa del proprio mieloma e del suo trattamento, pertanto è necessario informare sempre il medico o l'infermiere di eventuali terapie complementari che si stanno prendendo in considerazione.

Applicazioni di freddo/caldo: la compressione di borse di ghiaccio e borse di acqua calda (l’una, l’altra o alternate) può aiutare a procurare sollievo a un’area indolenzita. Non vanno mai applicate direttamente sulla pelle.

Può essere molto difficile vivere con dolore e potresti aver bisogno di molto aiuto e supporto. È importante comunicare con familiari, amici e medici perché potrebbero non rendersi conto da soli del dolore in cui ti trovi o capire al volo ciò di cui hai bisogno. Inoltre il medico potrebbe essere di aiuto per richiedere dispositivi per rendere più semplice la vita quotidiana.

Fonti e Bibliografia:

Myeloma UK. What is Myeloma, 2019.

ESMO, Anticancer Fund. Guide ESMO/ACF per il Paziente: Mieloma Multiplo, versione 2017.1.

Myeloma Central. Recognizing and Understanding Pain (Ultimo accesso 14 Ottobre 2019).