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MALATTIE EMATOLOGICHE

COVID-19: le visite ospedaliere del paziente oncoematologico

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Articolo pubblicato il 17 July 2020
covid19 visite ospedaliere paziente oncoematologico
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Durante la prima fase della pandemia da COVID-19 in Italia sono stati posticipati quasi 600.000 interventi chirurgici non urgenti e sono state rimandate circa 11 milioni di prestazioni ambulatoriali, sia per tutelare i pazienti più esposti al contagio, sia per non sovraccaricare ulteriormente le strutture sanitarie.

In questo momento molto particolare, successivo alla fase più concitata della diffusione del COVID-19, i pazienti oncoematologici si trovano di fronte a scelte addirittura più difficili del solito: posticipare trattamenti ed eventuali ricoveri in ospedale, con il rischio che la malattia possa progredire, oppure continuare le terapie, con il rischio di esporsi a una possibile infezione, considerando che il loro organismo è spesso immunocompromesso e più suscettibile ai virus. Rimandare un trattamento non solo può essere dannoso per la propria salute, ma può anche provocare ansia e sconforto nel paziente, che si trova a prolungare una condizione psicologica già acuita dall’attesa e dall’incertezza. Allo stesso modo l’ansia può aumentare in quei pazienti che devono sottoporsi a visite ed esami in ospedale, entrando potenzialmente in contatto con microrganismi patogeni.

Abbiamo già spiegato in un precedente approfondimento che i pazienti oncologici, ma anche gli ex pazienti con una storia di tumore alle spalle che si sono sottoposti a terapie che possono aver compromesso il loro sistema immunitario, si trovano in una condizione di rischio maggiore di contrarre il virus COVID-19. Questo non significa che devono rimandare o interrompere temporaneamente le cure: in alcuni casi la terapia può essere somministrata a casa, mentre le visite di controllo e i consulti medici possono essere svolti anche a distanza con l’ausilio della telemedicina. Per esempio, negli ambulatori si entra solo su appuntamento, per evitare assembramenti e contatti prolungati tra persone. In Italia, inoltre,esistono anche servizi gratuiti di consegna dei farmaci al domicilio dei pazienti e le ricette elettroniche vengono inviate direttamente dal medico, senza doversi recare in ambulatorio.

È opportuno rivolgersi sempre alla propria equipe medica di riferimento per ricevere informazioni e consigli riguardo alle terapie e alle visite ospedaliere.

Alcune procedure di screening oncologico non ritenute essenziali possono essere rimandate dall’ospedale: se il vostro appuntamento viene cancellato, ricordatevi di prenotarlo nuovamente entro qualche settimana.

Se, invece, i medici confermano la necessità di andare in ospedale, il paziente non deve preoccuparsi eccessivamente, perché nelle strutture sanitarie vengono attuati precisi protocolli per il contenimento della diffusione di COVID-19 ma anche degli altri virus. L’importante è che anche il paziente adotti le dovute precauzioni, senza mai sottovalutare i rischi di contagio.

Ricordiamo che i suggerimenti indicati in questa pagina non vanno sostituiti al parere del proprio medico, che conosce la storia clinica del paziente e può consigliare quale sia la soluzione più adatta alle sue necessità.

Quali sono le precauzioni necessarie per le visite e i ricoveri in ospedale?

Anzitutto la prenotazione va effettuata telefonicamente tramite Centro Unico di Prenotazione (CUP) o sul sito dell’Asl della propria Regione. Il pagamento della prestazione può essere eseguito per via telematica.

Qualche giorno prima di recarsi in ospedale, il paziente dovrebbe contattare il centro e chiedere istruzioni pratiche su come si svolgerà la visita o l’esame, su come prepararsi e dove presentarsi. Le modalità di ingresso in ospedale e le procedure per esami, visite e ricoveri variano da struttura a struttura e da Regione a Regione, talvolta anche da una settimana alla successiva, motivo per cui è importante informarsi prima e arrivare preparati all’appuntamento.

L’accesso in ospedale, come definito nelle linee guida emanate del Ministero della Salute, è consentito al solo paziente e in stretta prossimità dell’orario di prenotazione della prestazione; minorenni, persone non autosufficienti o fragili e soggetti con difficoltà linguistiche o culturali devono essere accompagnate.

Sono predisposti percorsi di accesso dedicati e il flusso in ingresso e in uscita è regolamentato attentamente anche con l’introduzione di apposita segnaletica.

Può capitare di dover attendere in sala d’aspetto, ma, trattandosi di visite o ricoveri programmati, verrà garantito dalla struttura sanitaria il distanziamento personale di almeno 1 metro. Gli ospedali mettono, inoltre, a disposizione del pubblico appositi gel igienizzanti per le mani e disinfettano regolarmente i locali.

All’interno delle strutture è necessario indossare dispositivi di protezione individuale quali mascherine e, se possibile, anche guanti monouso. Il personale sanitario dovrà misurare la temperatura con apposito termoscanner e verificare la condizione respiratoria, tuttavia il paziente e l’eventuale accompagnatore dovranno comunicare tempestivamente e prima dell’accesso in ospedale la presenza di valori di temperatura superiori a 37,5° C o di qualsiasi sintomo respiratorio.

In caso di ricovero il degente e l’eventuale accompagnatore devono sottoporsi a un tampone nasofaringeo, per escludere il rischio di contagio da COVID-19 e la potenziale infezione di altri pazienti ricoverati. In attesa del risultato del tampone, va rispettato l’isolamento domiciliare fiduciario.

Se è evidente che il sistema sanitario mondiale sta affrontando una situazione complessa ed eccezionale, è tuttavia importante sottolineare che, oltre all’infezione da COVID-19, esistono anche altre malattie, come i tumori, che non vanno trascurate neppure in questo momento. Come ricorda la dottoressa Mary Gospodarowitz, radioterapista oncologo presso il Princess Margareth Cancer Center della University Health Network di Toronto: «Noi [medici, ndr] abbiamo tre priorità: numero uno, preservare la sicurezza dei nostri pazienti; numero due, preservare la sicurezza del nostro personale, perché se il personale sanitario si ammala non potrà curare nessuno; e numero tre, curare il maggior numero possibile di pazienti con tumore».

Fonti e Bibliografia:

Esposito L. Coronavirus and Cancer Patients, US News Health, 25 Marzo 2020.

National Cancer Institute. Coronavirus: What People with Cancer Should Know, 21 Aprile 2020.

European Society of Medical Oncology (ESMO). Le cure per il cancro durante la pandemia da COVID-19: Guida ESMO per il paziente (Ultimo accesso 27 Giugno 2020).

Federazione Italiana Medici di Famiglia (FIMG). Protocollo per gli Ambulatori Medici per la gestione post-emergenza Covid-19 (Ultimo accesso 30 Giugno 2020).

Johnson K. Maintaining Cancer Care in the Face of COVID-19, Medscape, 31 Marzo 2020.

Doheny K. Cancer and COVID-19: What’s the Outlook?, WebMD, 28 Maggio 2020.

Faiella MG. Esami e visite, ecco quali sono le nuove regole da seguire dopo la riapertura, Corriere della Sera - Dossier, 24 Giugno 2020.