Stai per lasciare il sito web LMCome di proprietà di Janssen-Cilag S.p.A.

Le informazioni contenute nel sito web a cui stai per accedere potrebbero non essere conformi alla normativa vigente in materia di pubblicità sui medicinali.

Janssen-Cilag SpA non è responsabile dell 'attendibilità o correttezza dei contenuti del sito web a cui ti porterà il link né sarà più applicabile la Privacy Policy di questo sito.

Clicca sul link per continuare.

MALATTIE EMATOLOGICHE

AML: nelle cellule staminali leucemiche la chiave per un trattamento personalizzato

Contenuti a cura del
Articolo pubblicato il 29 April 2019
Analisi delle cellule staminali
»

Potrebbe essere nella risposta specifica alla terapia da parte delle cellule staminali leucemiche la chiave per capire perché in alcuni pazienti colpiti da leucemia mieloide acuta i trattamenti non portano ai risultati attesi. Conoscere questa risposta e quali mutazioni genetiche la determinano potrebbe aiutare la messa a punto di trattamenti personalizzati per i diversi pazienti.

A sostenerlo è uno studio presentato al congresso annuale dell’American Society of Hematology a San Diego, condotto da un team multidisciplinare di ricercatori della University of Washington, composto da biologi, ematologi, oncologi, patologi, ma anche informatici e ricercatori specializzati nello sviluppo di farmaci.

 

Perché concentrarsi sulle cellule staminali leucemiche? Queste cellule svolgono un ruolo fondamentale nella propagazione di questo tipo di tumore del sangue, ed intervengono anche nell’eventuale ripresentarsi della malattia dopo i trattamenti. Infatti, molti scienziati concordano nel ritenere che una migliore conoscenza dell’espressione genica in queste cellule potrebbe fornire informazioni utili per capire la resistenza o la suscettibilità alle terapie.

I ricercatori di Washington, guidati da Pamela Becker, hanno esaminato in vitro la risposta alle terapie da parte di cellule staminali e di blasti, prelevati da pazienti che avevano ricevuto una diagnosi di leucemia acuta. Quello che gli scienziati hanno scoperto è che le cellule staminali e i blasti avevano comportamenti di suscettibilità differenti non soltanto fra loro ma anche da paziente a paziente.

Il gruppo di ricerca di Becker – che, oltre a insegnare alla University of Washington, è anche un medico ematologo al Seattle Cancer Care Alliance nonché ricercatore presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center e lo UW Medicine Institute for Stem Cells and Regenerative Medicine, – ha anche effettuato analisi genetiche per 194 mutazioni ricorrenti nei geni dell’AML. 

Secondo gli autori dello studio, le suscettibilità specifiche osservate nelle cellule staminali e nei blasti, potrebbero aprire nuove strade ad approcci specifici e personalizzati per i pazienti con

leucemia mieloide acuta che potrebbero portare a risultati migliori rispetto alle terapie standard.

Fonti e Bibliografia:

Mabrey FL, Chien SS, et al. High Throughput Drug Screening of Leukemia Stem Cells Reveals Resistance to Standard Therapies and Sensitivity to Other Agents in Acute Myeloid Leukemia, Abstract 180 at the 60th Annual Meeting of the American Society of Hematology.

Gray L. Potential seen for tailoring treatment for acute myeloid leukemia, University of Washington Medicine, comunicato stampa del 05 Dicembre 2018.

Saleh N. Screening LSCs For AML Drug Resistance, Sensitivity, Cancer Network, 30 Novembre 2018.